Archivio di agosto 2006

La mezza di Monza

mercoledì, 30 agosto 2006

Non si tratta della Monaca dimezzata, bensì della mezza maratona che si svolge a settembre, precisamente il 17.

Dopo la kermesse del Gran Premio, tutti a piedi!!!

Le iscrizioni si chiudono il 13 settembre; ci si può iscrivere inviando la scheda via posta o via fax dopo versamente con bonifico (12,00 euro la quota); per info più dettagliate c’è il sito ufficiale

Suggestivo il percorso con partenza ed arrivo al traguardo della pista dell’Autodromo ed il resto fra i viali del Parco … 21 chilometri e qualcosa da percorrere in massimo 2 ore e 15 minuti.

Non solo Gran Premio

lunedì, 28 agosto 2006

Ferrari 2004Manca poco al Gran Premio, il tradizionale appuntamento della seconda domenica di settembre quest’anno si apre venerdì 8 settembre con le prove libere. Sabato 9 ci saranno le prove ufficiali e infine domenica 10 la gara. Come ogni anno la città sarà invasa da turisti e sportivi a caccia di un albergo e come ogni anno la città vivrà du intense giornate. Sì perchè in realtà le giornate migliori per chi non è interessato alla gara sono due: il venerdì e il sabato. Domenica pomeriggio il fiume di persone intervenute all’evento si muoverà dirattamente dal parco alla tangenziale.
Venerdì e sabato sera invece il centro della cittadina si animerà e ci sarà (finalmente) un po’ di divertimento. La piazza Cambiaghi (davanti alla Camera di Commercio) viene solitamente riempita con un grande palco dove si esibiscono musicisti e gruppi emergenti; solitamente anche in piazza Duomo si suona e nella piazza antistante l’ex distretto militare vengono allestiti banchetti con esposizioni varie. Anche via Italia e via Vittorio Emanuele godono di una certa animazione, le concessionarie della città approfittano per esporre nuovi e vecchi modelli.
Passeggiando per le vie del centro di Monza non si farà fatica a trovare un ristorante o una pizzeria: ci sono a Monza ristoranti di tutti i tipi e adatti a tutte le tasche

Autodromo di Monza

sabato, 26 agosto 2006

L’Autodromo di Monza fu progettato e realizzato dall’Automobile Club di MIlano nel 1922, già pronto dopo tre mesi per ospitare il Gran Premio d’Italia del 1922. La superficie coperta dall’Autodromo è di 1.200.000 mq all’interno del Parco. Diversamente dai circuiti europei e americani (piste a catino con due rettilinei raccordati da curve sopraelevate) più inclini allo spettacolo puro che utili alla preparazione e alle prove su guida, quello di Monza unisce i due aspetti: all’inizio la pista era costituita da due rettifili di 1300 metri ciascuno unito da curve in cui si potevano raggiungere velocità di 300 Kmh, poi si impose una sopraelevata inferiore che nei raccordi dei rettifili permetteva alle macchine di velocità inferiore ai 180 kmh di immettersi nelle curve senza sforzi particolari. Le due piste finiscono con l’incrociarsi con un sottopassaggio nella curva nord, parallele davanti a tribune e boxes. Tale progettazione permetteva di vedere transitare due volte le vetture davanti agli spalti e l’incrocio tra pista e circuito offriva la visione in contemporanea di auto sulla sopraelevata e nel sottopassaggio. Le tribune, in legno con basamento in muratura, rimandavano all’estetica della Villa Reale. Dopo le modifiche del tracciato negli anni Trenta, iniziò per l’Autodromo il declino, fino alla distruzione del 1939. L’area divenne una struttura di ricovero per archivi (Alfa Romeo e ACI) e per gli animali del Giardino Zoologico di Milano. Se i tedeschi rispettarono la zona, non lo fecero in seguito gli alleati, che l’occuparono facendovi sfilare i mezzi corazzati pesanti e provocando danni al manto stradale e alle tribune. Adibito a campo per automezzi, l’Autodromo andò in rovina. Quando nel 1946-47 al Parco di Milano si disputò il Gran Premio d’Italia, il circuito monzese venne di conseguenza recuperato e riadattato in 70 giorni. Nell’ottobre 1948 si svolse il Primo Gran Premio dell’Autodromo, così inaugurato e portato ai fasti dei giorni nostri.

Monumento a Vittorio Emanuele in Monza

venerdì, 25 agosto 2006

Il Monumenento a Vittorio Emanuele fu eretto dai monzesi, devoti al sovrano deceduto, dopo gli imponenti uffici funebri celebrati in basilica il 25 gennaio 1878. Aperta una sottoscrizione per realizzare l’opera, il cui bozzetto fu affidato al monzese Luigi Crippa, la città fu così la prima a tributare un monumento al celebre generale delle guerre d’indipendenza italiana. La statua fu presentata in pubblico alla presenza dei Reali e del Principe di Napoli: alta 3,25 metri, in marmo di Carrara su piedistallo in marmo di Baveno, raffigura Vittorio Emanuele in abiti militari con la mano sinistra sull’elsa della spada e la destra poggiata sullo Statuto.

Il Monastero della Signora in Monza

giovedì, 24 agosto 2006

Il Monastero della Signora è un educandato con scuole pubbliche alla sinistra della piazza Santa Margherita, diretto dalle Suore del Prezioso Sangue. Si tratta di un ampio fabbricato fornito di portici, corti e giardino, reso famoso nel romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, in quanto sede della Monaca, o Signora, di Monza, Maria Virginia de Leyva. Sulla piazzetta sorgeva un tempo il palazzo della famiglia Osio, cui apparteneva il disgraziato e sfortunato Giovanni Paolo, che praticò un foro nel muro di cinta del monastero in cui nottetempo penetrava per seguire i suoi desideri amorosi. Per ordine del Senato fu arrestato, torturato e suppliziato, i suoi possedimenti e abitazioni furono rase al suolo. Sul posto fu eretta una “colonna infame”, assieme ad una statua della Giustizia, ma in seguito furono tolte perchè risultavano, più che un monito al retto agire per i malvagi, un pessimo servizio alla reputazione del convento stesso.

Il Teatro Sociale in Monza

mercoledì, 23 agosto 2006

Il Teatro Sociale, in piazza del Mercato a Monza, è stato edificato nel 1810 dall’architetto Amati sulle fondamenta di quello distrutto dall’incendio del 1802, gestito a spese dell’Arciduca Ferdinando (allora Teatro Arciducale). L’origine della vecchia costruzione risale al 1777, su progetto di Piermarini da Foligno. La nuova struttura fu invece appaltata dal monzese Francesco Fossati, che affidò i lavori di pittura agli artisti Gaetano Vaccani e Giorgio Fuentes, già pittore scenico. I dipinti della volta sono opera del Monticelli (1883). Tra i protettori del teatro vi fu l’Arciduca Ranieri e il re d’Italia Umberto I. Il palazzo è a tre piani, dei quali il primo è una grande sala di ridotto con studio annesso, i palchi sono 68 suddivisi in tre ordini.

Contromisure antispam

mercoledì, 23 agosto 2006

Mi spiace moltissimo sia per la comunicazione di servizio sia per il provvedimento molto poco democratico che ho dovuto prendere. Da oggi per registrare un qualsiasi commento è necessario registrarsi. E’ una schifezza, lo, mi tocca chiedervi i dati anche per un commentino da due lire ma questo blog è letteralmente assalito dallo spam, finchè non troverò un rimedio più intelligente mi tocca fare così.

Non posso che chiedere scusa!

Il Ponte dei Leoni

martedì, 22 agosto 2006

Il Ponte dei Leoni fu edificato sul luogo dove sorgeva l’antico Ponte d’Arena, tra il 1838 e il 1840. Occasione di questa monumentale realizzazione fu la sistemazione della via militare per Lecco e il Tirolo unita allo scopo di tramandare ai posteri la venuta a Monza e l’incoronazione di Ferdinando I d’Austria e della moglie Maria Carolina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I. Il progetto del ponte fu dell’ingegner Caimi e la costruzione venne affidata al capomastro Bardelli a seguito di un’asta, per la somma di 71.000 lire comprensiva della cessione dei materiali appartenuti al vecchio ponte. Lo scultore Tantardini, ad inizio carriera, scolpì i quattro leoni in marmo di Carrara. La via che immette al ponte fu detta prima Ferdinandea, poi via Francesco Giuseppe ed infine via Vittorio Emanuele.

Castello e Forni di Monza

lunedì, 21 agosto 2006

Il Castello di Monza è un caseggiato fornito di due torri rotonde ai lati. Sorge sul luogo dell’antico fortilizio costruito nel 1325 da Galeazzo I Visconti (che dovette distruggere la Chiesa di San Marco D’Ingino), ampliato poi da Galeazzo II con un fossato riempito dalle acque del Lambro. La costruzione, nota come Castello Visconteo o dei Forni, è tristemente celebre per il carcere della torre, in cui vennero rinchiusi e torturati molti prigionieri politici, calati in angusti pozzi della volta detti “fornelli”. Dopo il regno del terrore, che culminò sotto Galeazzo Maria Visconti e si chiuse con l’arrivo di Antonio de Leyva nel 1527, i monzesi vollero vedere abbattuta l’infausta torre dei forni, distrutta invece dalla caduta di una mina prima che il generale spagnolo potesse entrare in Monza. L’attuale torre è opera d’imitazione risalente all’anno 1808.

Chiesa di Santa Maria Maddalena

domenica, 20 agosto 2006

La Chiesa di Santa Maria Maddalena risale al 1610. Appartenne alle Religiose adoratrici Perpetue del SS Sacramento, dette Sacramentine. Dopo la sconsacrazione del 1785 fu nuovamente benedetta nel 1859. Fu restaurata nella facciata dall’ingegner Luigi Riboldi di Monza, che vi aggiunse quattro statue (di Santa Maria Maddalena, Santa Teresa, San Michele e San Giuseppe) realizzate da Luigi Cocchi. L’altare maggiore, in marmo, è opera dell’architetto Benedettini, i numerosi dipinti della volta del coro bizantino sono del pittore Carlo Costa, quelli della volta della chiesa di Giuseppe Carsana. La visione dell’Apocalisse si deve al Cavalier Cavenaghi di Milano. Francesco Pelitti ha curato invece la varietà di fregi e decorazioni in stucco, compresa la balaustra in marmo bianco e le sue statue.