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Mi è sembrato di vedere un campanile

lunedì, 16 aprile 2007

Campanile del duomo di MonzaSe non sbaglio è proprio lui: il campanile del Duomo di Monza. Pensavo che la struttura costruita intorno facesse ormai parte dell’aspetto definitivo del monumento dato che in 7 anni non mi pare di aver mai visto dei lavori … invece mi sbagliavo, la stanno togliendo.
Quasi quasi mi dispiace perchè mi ero ormai affezionato a quella ragnatela di tubi metallici dall’aspetto così gradevole e rassicurante.
Ovviamente non è detto che li toglieranno tutti fino alla base, la speranza è sempre l’ultima a morire.
Tengo le dita incrociate!

Piazza Cambiaghi e Natale

giovedì, 21 dicembre 2006

Piccolo aggiornamento sulla piazza Cambiaghi. I paletti sono spariti, si può ricominciare a parcheggiare per lo shopping natalizio. Una sola avvertenza: soltanto la sera il rischio multa diventa ragionevolmente limitato, durante il giorno i vigili sono attivi e cattivissimi.

Piazza Cambiaghi

sabato, 9 dicembre 2006

 

 

Piazza Cambiaghi Monza

Il centro di Monza è piccolissimo, in realtà sono due vie che si incrociano nella Piazza dell’arengario. Nel periodo natalizio, con l’apertura dei negozi anche in orari e giorni accessibili agli impiegati il centro viene preso d’assalto da migliaia di persone a caccia dei preziosi regali. Il problema, per la verità comune a moltissime città d’Italia, è il parcheggio. La differenza è che una soluzione ci sarebbe ma non viene usata. Investimenti da fare? Milioni da spendere? Nulla di tutto questo.
Un piccolo antefatto: per ovviare al problema dei parcheggi questa amministrazione comunale ha avviato dei lavori per la costruzione di un parcheggio sotterraneo sventrando la piazza Trento e Trieste dei caduti. Il parcheggio di superficie pre-esistente è ovviamente mutilato da questi lavori che sono stati bloccati da non so quale sentenza di non so quale corte.
Veniamo ad ora. In piazza Cambiaghi, davanti alla camera di Commercio e agli uffici della regione e della provincia c’è una piazza di dimensioni notevoli. Non una piazza di valore storico, proprio uno spiazzo buttato lì che viene usato giovedì e sabato mattina per il mercato, in occasione del Gran Premio per piazzare qualche palco e qualche improvvisata birreria e in altre rare occasioni per qualche esposizione, mercatino o cose del genere. In altre parole nella maggior parte del tempo è vuota, inutile. Sul piazzale è in vigore un divieto totale di transito e soprattutto di sosta che secondo il mio modesto parere non ha nessuna ragione di esistere. Infatti la sera veniva ignorato completamente e un centinaio di macchine riusciva a trovare un parcheggio illegittimo secondo il codice della strada ma perfetto secondo la logica. Qualche giorno fa la svolta: sono comparsi dei paletti, piuttosto robusti, che impediscono questa operazione di disobbedienza al codice della strada e di risparmio sulle emissioni di gas inquinanti: i maratoneti dello shopping gireranno inutilmente a caccia di un inesistente parcheggio.  

A essere maliziosi un sospetto viene: che ci sia una relazione col parcheggio sotterraneo sottostante la piazza? Impossibile vero? Si tratta di un parcheggio a pagamento che ha l’antipatica abitudine di chiudere la sera prima del ritorno degli shoppers. Non può essere che la piazza sia stata chiusa solo per migliorare il fatturato del parcheggio sotterraneo, vero? Ma perché, mi chiedo, non si può usare il piazzale per piazzarci la macchina?

Il Ponte dei Leoni

martedì, 22 agosto 2006

Il Ponte dei Leoni fu edificato sul luogo dove sorgeva l’antico Ponte d’Arena, tra il 1838 e il 1840. Occasione di questa monumentale realizzazione fu la sistemazione della via militare per Lecco e il Tirolo unita allo scopo di tramandare ai posteri la venuta a Monza e l’incoronazione di Ferdinando I d’Austria e della moglie Maria Carolina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I. Il progetto del ponte fu dell’ingegner Caimi e la costruzione venne affidata al capomastro Bardelli a seguito di un’asta, per la somma di 71.000 lire comprensiva della cessione dei materiali appartenuti al vecchio ponte. Lo scultore Tantardini, ad inizio carriera, scolpì i quattro leoni in marmo di Carrara. La via che immette al ponte fu detta prima Ferdinandea, poi via Francesco Giuseppe ed infine via Vittorio Emanuele.

Il palazzo della Upim

lunedì, 29 maggio 2006

Per chi non conosce Monza occorre una doverosa premessa. Nel centro della città ci fu un tempo in cui c’era una magnifica piazza, enorme. Al centro di questa piazza venne costruito il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale (che come tutti i monumenti di questo tipo non è un capolavoro di bellezza). Venne poi aggiunto durante il ventennio il palazzo del comune lasciando una grande fontana su un lato di questa piazza.
Durante gli sciaguranti anni sessanta – settanta a qualcuno venne la bella idea di costruire un palazzone al posto di quella fontana, una palazzo piuttosto alto, visibile da grande distanza e di rara bruttezza devastando definitivamente quel poco che restava della piazza. Viene chiamato dai monzesi “palazzo della Upim” per il banale motivo che al pian terreno dell’edificio c’è la Upim (appunto).
Questo palazzo è una delle tante ferite aperte sulla città e fin da bambino sognavo di poterlo cancellare. Naturalmente sarebbe impossibile perchè ci abita tanta gente, c’è un bar e una banca da mandar via e non si può ….
Personalmente mi accontenterei di pulire i muri imbrattati del centro cittadino ma oggi ho trovato un vecchio articolo dell’archietetto Benevolo che ancora nel 1997 (non un milione di anni fa dunque) sognava con il suo piano regolatore di eliminare questo palazzo

Stop al parcheggio sotterraneo

domenica, 14 maggio 2006

Spero che sia un errore ma se verrà confermata questa notizia pubblicata dal giornale e dal corriere della sera sarebbe piuttosto grave. Come giustamente ricorda l’assessore alle opere pubbliche Marrazzo la sentenza non è ancora stata pubblicata per cui potrebbero essere tutte illazioni ma se le cosse stanno veramente così c’è da preoccuparsi.

In sintesi questa ipotetica sentenza  del consiglio di Stato dice che i lavori per la costruzione del parcheggio in piazza Trento e Trieste devono essere immediatamente sospesi e che il comune deve ripristinare la piazza allo stato in cui era otto mesi, alberi e bancarelle del mercato compresi.

Se le cose stanno realmente così siamo messi male, primo per l’enorme spreco di tempo e di denaro pubblico e secondo perchè a questo punto sembra realmente difficile costruire qualcosa in Italia.

Non entro nel merito della polemica del parcheggio, non so se è giusto costruirlo o no e neppure se quella voluta dall’attuale giunta è la sistemazione migliore, mi limito a constatare il fatto che tra autorizzazioni, progetti, ricorsi e tribunali di 1000 diversi gradi e con competenze che si sovrappongono nei modi più folli anche la migliore delle idee è destinata inesorabilmente ad arenarsi o a raggiungere rapidamente corsti tali da renderla irrealizzabile.
Speriamo che sia un semplice malinteso…

Domenica 14 negozi aperti

sabato, 6 maggio 2006

Il 14 maggio i negozi sarano aperti in via del tutto eccezionale la domenica, permettendo anche ai poveracci che da lunedì a venerdì devono lavorare di fare la spesa con comodità.

Dato che iniziative di queste genere sono piuttosto rare e dato che potrebbero sensibilmente migliorare la qualità della vita di parecchie persone vorrei invitare tutti a partecipare a questa iniziativa passeggiando per il centro di Monza ma soprattutto comprando.
Non sto dicendo di buttarsi nel consumismo più sfrenato e nemmeno di buttare i soldi ma sicuramente molti di voi hanno degli acquisti da fare che per vari motivi sono stati rimandati (mancanza di tempo, soldi, ideee…) oppure ci sono degli acquisti che possono essere anticipati (un regalo di compelanno o di anniversario può anche essere preso con qualche settimana di anticipo senza ridursi all’ultimo momento). Bene, in tutti questi casi per favore comprate qualcosa nei negozi di Monza domenica 14, spendete senza buttare i soldi. Possiamo costringerli ad aprire i negozi fuori dall’orario d’ufficio, non ci vuole molto.

Il centro di Monza

lunedì, 24 aprile 2006

Il centro di MonzaMonza è una città. Recentemente è diventata addirittura una provincia (anche in virtù dei suoi 100.000 e fischia abitanti). Ha una storia piuttosto lunga e interessante, si trova in una zona relativamente ricca e attorno alla città di Monza gravitano tutta una serie di piccoli comuni che non hanno un centro storico degno di questo nome e quindi riforniscono di gente il capoluogo brianzolo la sera e nel fine settimana eppure …

Eppure il centro di Monza è piccolissimo: la piazza del Duomo, Piazza Roma con l’Arengario che fa da incrocio alle due vie più carine e interessanti: Italia e Vittorio Emanuele. Non più di 400 metri lineari di centro.
Il centro è sproporzionato al numero di persone che vengono a fare quattro passi, il numeri di negozi incredibilmente basso per cui la “vasca” è inevitabilmente sempre pienissima al punto da regalare crisi di agorafobia anche a chi non conosce il significato del termine.

Come si fa ad allargare il centro di una città con queste caratteristiche e prima ancora come si definisce il centro di una città e perchè quello di Monza è così piccolo?

Proviamo ad andare con ordine: prima di tutto il centro di una città con una storia alle spalle si trova normalmente nelle vicinanze del Duomo o della chiesa principale: per ragioni storiche e culturali facilmente comprensibili la maggior parte delle città italiane si è sviluppata così. Normalmente è (o almeno dovrebbe essere) una zona a traffico limitato, a salvaguardia dei pedoni e del passeggio, una zona in cui non è possibile lasciare la macchina in sosta. La pavimentazione non è fatta col tristissimo asfalto, di norma si usano pietre, sanpietrini o altro ma la pavimentazione dovrebbe lasciar capire subito che la zona è pensata più per i pedoni che per le macchine. Altra componenete fondamentale è che il centro deve essere bene illuminato la sera.
Le caratteristiche accessorie sono in un certo senso una conseguenza: di norma in una zona così si trovano cinema, ristoranti e negozi che hanno la piacevole abitudine di restare aperti la sera e magari anche nel fine settimana per permettere gli acquisti anche ai poveraggi che durante la settimana devono lavorare per vivere.

Il centro di Monza è rimasto così piccolo per molte ragioni, la principale secondo me è che la città è cresciuta soprattutto negli anni 60 e 70 sviluppandosi come sobborgo di Milano. Alcuni dicono che ci sia stata una vera e propria volontà politica nel lasciare il centro così piccolo ma questo è un argomento che non sono in grado di discutere.

Far crescere il centro di una città non è una cosa facile ma nel caso di Monza dovrebbe essere più semplice dato che ci sono tutti gli elementi per cui basta far scoccare una scintilla per innestare un circolo virtuoso ed espandere la “vascca” attuale.
Prima di tutto il centro deve essere pulito. Le strade adiacenti alla attuale passeggiata devono essere illuminate, i muri devono essere ripuliti dal luridume attuale e difesi dagli ignobili graffitari possibilmente con una maggior presenza di polizia e forze dell’ordine. Dato che Monza è particolarmente vittima dei balordi dalla bomboletta facile io proporrei anche l’adozione di telecamere sparse per la città: una rinuncia a un po’ di privacy e una presenza fastidiosa, certo, ma un sacrificio necessario in questo caso.
A questo punto si stende una pavimentazione carina e come per magia cominceranno ad aprire negozi e ristoranti: i potenziali clienti ci sono già, attualemente sono compressi e stipati in due sole vie per cui sarebbe fisiologicamente felici di poter respirare su vie meno affollate. Ci vorrebbero anche dei parcheggi adeguati, certo; l’attuale amministrazione ha deciso di cominciare proprio da qui sventrando la piazza centrale della città per costruire un parcheggio sotterraneo. Io naturalmente non ho il panorama completo di tutto quello che sta facendo il nostro sindaco per cui non sono in grado di dare un giudizio, personalmente non avrei cominciato da lì ma avrei fatto alcune modifiche alla sitauzione attuale dei parcheggi ma …. meglio che niente!

Domenica di elezioni

domenica, 9 aprile 2006

Oggi, domenica 9 aprile si vota. Questo non è così importante per Monza, invece oggi hanno pensato bene di tenere i negozi aperti nel centro e questa sì che è una bella novità!
Io personalmente sono uno degli sfigati che deve lavorare anche il sabato; durante la settimana spesso torni tardi dall’ufficio e riuscire a comprare qualcosa per me è un problema; in realtà non sono mai riuscito a capire perchè i negozi devono stare chiusi la domenica, non capisco se i negozianti non vogliono tenere aperto oppure se ci sono leggi che lo impeddiscono. Se dipende dalle leggi non capisco perchè queste leggi non possano essere cambiate dato che credo andrebbe nell’interesse della maggioranza. Il punto è che oggi molti negozi erano aperti. Sono riuscito ad andare da Ricordi e a guardare qualche libro e qualche disco, sono riuscito a fare un salto persino da Zara e addirittura sono riuscito a guardare delle scarpe. Sono riuscito a comprare qualcosa di domenica, con calma, senza una fretta eccessiva e ho speso volentieri.  Come me migliaia di altre persone spendevano soldi in via Italia e questo mi ha dato un’idea: fate circolare l’appello. Tutti coloro che sono favorevoli all’apertura domenicale di negozi, centri commerciali supermercati a altro devono spendere nelle rare aperture di questo tipo e impegnarsi a cconvincere amici e parenti a fare altrettanto.

Spendete nei negozi aperti la domenica. Comprate la domenica. Costringeteli a stare aperti!

Monza in primavera

domenica, 26 marzo 2006

il Lambro in primaveraFinalmente è arrivata la primavera, questa volta ne sono sicuro, non è un falso allarme. Sono tornate le papere nel Lambro, hanno già cominciato a far casino sotto il ponte dei Leoni e questo mi rende sicuro del fatto che anche a Monza l’inverno è finalmente finito.
Questa mattina il centro era carino: a parte i colori e la luce della primavera, finalmente c’era il mercatino di Forte dei Marmi. In piazza Cambiaghi (cioè di fronte alla Camera di Commercio) c’erano le bancarelle del mercato di Forte dei Marmi che se non altro hanno portato un po’ di novità in questa città altrimenti morta di domenica.
Altra novità, non altrettanto interessante dal mio punto di vista, erano i banchetti elettorali, strategicamente disposti nei soliti tattici punti (arengario, ponte dei Leoni eccetera). Normalmente schivo i volontari di questi banchetti come se fossero lebbrosi o addirittura testimoni di Geova ma questa mattina mi sono fermato a parlare qualche secondo per vedere se, aldilà dell’entusiasmo dimostrato, c’era qualcosa di concreto. Volevo avere qualche proposta concreta, qualche fatto, qualche numero, qualche promessa ma niente da fare: da tutte e due le parti tanto entusiasmo (quello straripava oggi) e le solite promesse: meno cellulite per tutti!