Archivio di agosto 2006

Sagra di San Giovanni

lunedì, 7 agosto 2006

Festa del Santo Patrono della città, che consiste soprattutto nella grande fiera dei cavalli, tutt’oggi rievocata. Nella piazza grande si teneva il mercato del bestiame, fra cui c’erano gli agnellini, in onore del Santo spesso raffigurato con l’agnellino al collo. Durante la Messa solenne in Duomo avviene l’offerta dei ceri. Nelle due settimane precedenti il 24 giugno si può prendere parte alle numerose iniziative culturali, artistiche e sportive organizzate dalla città, tra cui lo spettacolo pirotecnico all’interno dei giardini della Villa Reale.

Lo Stemma di Monza

domenica, 6 agosto 2006

L’antico Stemma di Monza raffigura una Luna crescente di bronzo dorato con un semicerchio al mento su campo bianco. Bonincontro Morigia, secondo lo storico del Settecento Frisi, così illustra il significato simbolico dell’immagine: il campo bianco rimanda al Sole, nella figura del Papa, la Luna rimanda invece all’Imperatore. Questi due lumi, Sole e Luna, possiedono l’uno il giorno e l’altro la notte, allo stesso modo devono esserci al mondo due signori, l’uno che curi le cose spirituali, l’altro quelle temporali, cioè Papa e Imperatore, che manifestano così il loro potere in Monza.

I Ponti del Parco di Monza

sabato, 5 agosto 2006

All’interno del recinto del Parco di Monza, sul corso del fiume Lambro, esistono cinque ponti. Il primo, all’ingresso del fiume, è utilizzato non come accesso viario, ma per sostenere le cancellate di chiudimento. Segue il Ponte del Bertoli, dal nome di colui che procacciò i fondi contigui, il Ponte Della Cavrigia, su cui corre il viale omonimo, il Ponte delle Catene, cosiddetto poichè i parapetti sono costituiti da colonnine di granito unite da catene di ferro, e infine il ponte sotto il quale il Lambro esce dal Parco, anche questo destinato a sostenere le cancellate di ferro che impediscono la comunicazione tra dentro e fuori.

Il Pozzo della Spagnola

venerdì, 4 agosto 2006

Presso la porta d’accesso della cinta del parco di Santa Maria delle Grazie è visibile lo sportello di un antico pozzo, così chiamato poichè una giovane ragazza spagnola, vittima di un amore contrastato, scelse di gettarvisi annegando (1600).

La Tazza di Zaffiro

venerdì, 4 agosto 2006

La Tazza di Zaffiro è il cimelio più antico del Tesoro del Duomo di Monza. Si tratta di una coppa su piedistallo d’oro (del 1490), un tempo forse fornita di due anelli per poterla prendere con entrambe le mani (tradizione vuole che la coppa fu offerta da Teodolinda allo sposo Agilulfo dopo che ella stessa vi ebbe bevuto). Molti archeologi francesi sono dell’opinione che la coppa non sia una gemma, poichè nel XII secolo il vetro blu veniva chiamato saphir. La Tazza di Zaffiro fu usata nel brindisi solenne per le incoronazioni di Napoleone I e Ferdinando d’Austria.

La Corona Ferrea

mercoledì, 2 agosto 2006

La Corona Ferrea è il cimelio più famoso del Tesoro del Duomo, cosiddetta dalla lamina di ferro che gira nel suo interno. Undici imperatori, dall’888 al 1838, la cinsero sul capo. La Corona è un gioiello bizantino formato da sei pezzi legati da cerniere girevoli e adattabili alle varie misure di testa, in oro puro e fregiato di 24 gemme e pietre dure. La leggenda vuole che l’imperatrice Elena, madre di Constantino, avesse portato dal SAnto Sepolcro due chiodi serviti alla crocifissione di Cristo e che uno di questi sarebbe diventato la lamina di ferro della Corona. Dopo il 1848 la Corona passò di mano in mano e di corte in corte, in un avventuroso viaggio tra Austria e Italia, fino a tornare a Monza nel 1868.

Il Tesoro del Duomo di Monza

martedì, 1 agosto 2006

Il Tesoro del Duomo di Monza, costituito di preziosi oggetti d’epoca longobarda, è ciò che rimane a seguito delle confische di oro e argento avvenute nel 1796, per le spese di guerra necessarie a Napoleone Bonaparte. Molti manufatti vennero fusi e persi per sempre (in particolare l’antica croce istoriata con bassorilievi storici). Sempre Napoleone, per arricchire la Biblioteca Nazionale di Parigi, ordinò il trasferimento di un’altra parte del Tesoro, comprendente le corone di Agilulfo e Teodolinda, la Tazza di Zaffiro, dittici ed Evangeliario. Nel 1816 molti oggetti furono restituiti, ma andarono perse la corona di Agilulfo in oro e gemme (rubata e fusa dal ladro Charlier nel 1804) e il prezioso Evangeliario. Attualmente il Tesoro comprende la Corona Ferrea, la Tazza di Zaffiro, la Croce e Corona di Teodolinda (un cerchio d’oro gemmato con croce greca), la Croce di Berengario (cosparsa di perle e gemme), calici in argento, reliquiari, ampolle provenienti dalla Terra Santa e altri preziosi manufatti.